La cultura musicale di Sergio nasce intorno ai 10
anni quando stanco delle solite musichette da
bambino trova nastri ed LP del padre e decide di
ascoltarne il contenuto. Scopre così la musica
italiana e se ne innamora. Gli interpreti preferiti vanno da Battisti ai Matia Bazar, ma ciò che lo
colpisce furono i DIK DIK ed in particolare un brano
dal titolo HELP ME con il quale scopre l’importanza
del testo in una canzone. Da lì nasce la “disperata”
esigenza di conoscere più musica possibile dove però
il testo la facesse da padrone e così si appassiona
ai cantautori. Tale ricerca lo porta a soffermarsi
su Claudio Baglioni. Gli accattivanti testi che
parlano di magliette fine e di sabati pomeriggio
passati a pensare a “lei”, finiscono per
appassionare la sua adolescenza senza appagarne però
il suo desidero di ricerca. Non disdegna neanche le
canzoncine che tutti conoscono, quelle che si
canticchiano sotto la doccia, ma la cosa certa è che
il fenomeno dei cantautori lo interessa decisamente
di più e così spazia da Venditti a De Gregori a
Zero. Nel frattempo trova una clavietta (tastiera a
bocca) ed impara gli accordi su un libro per
chitarra! Con una serie di spartiti di Baglioni
inizia a “soffiare” le prime note fino a
memorizzarne la tecnica anche per eseguire i più
difficili. Ma il padre stanco di sentire questi
strani rumori, gli regala una bella tastiera Farfisa
dove può dilettarsi anche a cantare. Oramai la molla
è scattata e così i pomeriggi dedicati ai compiti
scolastici spesso e volentieri li passa sulla
tastiera e scopre tali combinazioni di accordi da
iniziare a comporre quasi per gioco le sue prime
canzoni. A 17 anni suona per la prima volta davanti
ad un pubblico convocato per una festa di Carnevale
e lo stesso anno suonerà al suo primo veglione.
Iniziano così le esperienze in vari locali di Roma e
provincia. Con una delle sue canzoni partecipa ad un
concorso dove si scontra subito con la dura realtà
del mondo discografico, o conosci qualcuno o paghi
per diventare famoso. In questo periodo conosce, i
Blue Moon Boys II un trio che definisce “eccentrico” per via
delle scelte musicali a suo avviso impopolari e dove
militano Fabio e Luca.
Partecipa al loro concerto dedicato ad Elvis come
addetto alle luci e probabilmente, folgorato dalle
stesse, pensa di aver trovato persone in gamba che
possano dar vita alle sue creazioni e così passa la
maggior parte dei week end a cercare di trasmettere
le sue emozioni musicali. Nonostante la precedente
esperienza negativa, Sergio propone al gruppo di
tentare la strada di concorsi musicali con le sue canzoni ma le soddisfazioni
più grandi arrivano dal
fatto di aver suonato in locali conosciuti come “il
caffè latino” e il “Tendastrisce”* Sarà brutto dirlo,
ma il momento in cui Sergio sente di essere capito
dal gruppo è quando si riescono a racimolare i primi
soldi con veglioni e feste private. Le soddisfazioni
continuano e le occasioni per suonare si
moltiplicheranno tanto che il 31 gennaio 1997 il
gruppo dovrà dividersi per suonare in 2 posti
diversi per riunirsi alle 2 di notte a godersi
finalmente il capodanno. Il repertorio oramai vasto
e completo porterà addirittura Sergio e Fabio in
"trasferta" a Mosca dove per diverse volte si
ritroveranno ad animare serate e dove Sergio vedrà
ballare Fabio per la prima e probabilmente ultima
volta grazie soprattutto alla complicità di qualche bicchiere
di vodka!!! Nel 1998 Sergio scopre, forse
per la prima volta in vita sua, che esistono persone
che sanno effettivamente suonare; conosce Fabiano e
la sua tastiera e subito ne approfitta per
confrontarsi musicalmente. Poi, da esperienze
parrocchiali più o meno positive, nasce quasi per
selezione naturale darwiniana la squadra G… ma
questa è un’altra storia
* Il Tendastrice era un tendone dove i cantanti
più famosi si erano esibiti durante gli anni 80. Il
concorso a cui hanno partecipato i Blue Moon Boys II
è stato l’ultimo spettacolo visto al Tendastrisce.
Qualche mese dopo è stato chiuso e smontato !!! (chissa'
perche'...)